Il
Gremio dei Contadini partecipa alla discesa dei Candelieri
con un proprio candeliere dal 1937. La partecipazione allo
storico corteo fu avallata dal consenso degli altri Gremi,
in quanto i Contadini, insieme ai Massai (uniti nel Gremio
degli Agricoltori) parteciparono alla formulazione del voto
alla Madonna per la liberazione dalle pestilenze.L'antica
tradizione sassarese dei candelieri consisteva nell'offerta
di grossi ceri o candelieri alla Madonna Assunta nella ricorrenza
della festa del 15 agosto: un'usanza ancora oggi vitale, grazie
all'interesse dei cittadini di Sassari per la manifestazione
e grazie all'impegno organizzativo dei gremi per conservarne
la consuetudine.
La tradizione dei candelieri a Sassari, a Ploaghe e a Nulvi,
centri della Sardegna settentrionale, e quelle della corsa
dei ceri a Gubbio e della sfilata dei gigli a Nola, rispettivamente
in Umbria e Campania, si fondano storicamente sull'antico
sistema medievale degli ordini di mestiere sorti nel contesto
economico-sociale delle istituzioni comunali. In un noto lavoro
sulle corporazioni artigiane della Sardegna, Raffaele Di Tucci,
riferendosi a Sassari, sostiene che la città si sviluppo
da semplice borgo, qual era nel secolo XI, in un centro urbano
più grosso che assunse, nel secolo XIII, una funzione intensissima
nella vita economica e politica del Logudoro, quando pisani
e genovesi seppero formarne il centro della ricca zona agricola
circostante, e divenne un comune autonomo, sulle rovine dello
stesso giudicato turritano. E sebbene gli Statuti del Comune
di Sassari, emanati in periodo pisano, poi conservati durante
la successiva amministrazione genovese, non forniscano notizie
circa l'esistenza nella città di corporazioni artigiane, come
lo stesso Di Tucci sostiene, non è difficile supporre che
i gruppi mercantili e artigiani fossero raccolti in corporazioni
politiche e professionali. A sostegno di tale tesi può essere
sufficiente richiamare quanto riporta il Di Tucci, nel Breve
di Villa di Chiesa,dove fa cenno al voto delle maestranze
del XIII secolo di
portare
otto candelieri il giorno della Vergine Assunta. L'autore
fornisce anche indicazioni sulle modalità per costruire i
candelieri che, formati da una colonna di legno rivestita
di cera colorata e lavorata a fiori, venivano issati su trabacche,
ossia su piedistalli in legno, muniti di stanghe per il trasporto
a braccia. Una delle ipotesi cronologiche più attendibili
sulle pestilenze che si diffusero a Sassari e sulla probabile
coincidenza in cui avvenne il voto, si ricavano da una memoria
del padre Sisco che riferisce come nella città, nei primi
decenni del secolo XVI, scoppiò la peste, una prima volta
nel 1504 e una seconda nel 1514. In entrambi i casi, il ciclo
del morbo si concluse in agosto e, come afferma lo stesso
padre Sisco, "ciò per intercessione della Santissima
Vergine il dì 14 agosto, vigilia della sua Assunzione.
Fu allora che il popolo, diviso in otto compagnie, portò
otto ceri alla chiesa di Santa Maria di Betlem e là
fece il voto di offrire questi ceri alla Regina del Paradiso
e per comune allegrezza, ogni Compagnia, ossia Gremio, che
corteggia l’Operajo Maggiore che porta il cero, porta
altresì una Colonna ornata e coronata con banderole
e con l’immagine della Beatissima Vergine e dei Santi
Titolari di quei Gremi con cordoni che pendono dalle colonne
volgarmente dette Candelieri".

Come abbiamo in precedenza detto il candeliere dei Contadini
fù costruito per il Gremio dei Pastori e risale al
XIX secolo solo nel 1937 fù affidato all'attuale Gremio.
Di fianco vediamo la parte anteriore del fusto in legno del
Candeliere del Gremio dei Contadini. Si possono intravedere
in alto gli strumenti del mestiere (roncola e forbici), mentre
in basso è raffigurato San Giovanni mentre battezza
Gesù nel giordano, la figura e rappresentata all'interno
di una corona di frutti. Si puo notare inoltre come nel recente
restauro siano state parzialmente recuperate delle decorazioni
di rami d'ulivo dorati, la loro collocazione fa supporre che
anticamente il fusto doveva esserene totalmente ricoperto.
La processione detta dai sassaresi "faradda" costituisce
soltanto il momento culminante di un rituale molto lungo che
inizia fin dalla mattina del 14 agosto e vede protagonisti,
nelle diverse fasi personaggi diversi con ruoli particolari,
un’azione scenica che ha il uso specifico nel più
ampio contesto della teatralità della festa. Una prima
fase riguarda il cerimoniale di allestimento dei diversi candelieri,
realizzati in legno e composti essenzialmente da tre parti:
una base a forma di piedistallo, dove vengono alloggiate quattro
stanghe incrociate fra loro, in modo tale da ottenere otto
postazioni per il trasporto a braccia; una colonna, dell’altezza
di circa 3 metri del diametro di 40/50 centimetri, sulla cui
superficie sono dipinte l’effigie del santo patrono
e le insegne della corporazione; infine, una parte superiore
a forma di capitello sul quale vengono sistemate le numerose
bandiere degli obrieri degli anni passati e dal quale pendono
lunghi nastri colorati che, durante la processione, vengono
tesi a raggiera. Nel complesso ogni candeliere pesa intorno
ai quattro quintali, retti, nel trasporto, da quattro portatori
per lato. Attualmente sono presenti nella processione i candelieri
di nove gremi sfilano annualmente secondo il seguente ordine,
fatta eccezione che per il settimo e l’ottavo posto
corrispondenti rispettivamente ai gremi dei sarti e dei muratori,
che si alternano nelle due posizioni: piccapidreri (scalpellini),
viaggianti (viandanti), zappadori (contadini), masthri d’ascia
(falegnami), urthurani (ortolani), cazzuraggi (calzolai),
trapperi (sarti), fabbrigamuri (muratori) e massai (agricoltori).
Si tratta di un ordine che rispecchia, in modo inverso, il
prestigio sociale dei diversi gremi; infatti, l’ultimo,
quello dei massai, è quello che gode di maggior prestigio.
Bisogna rilevare che nel corso dei secoli si è più
volte modificato l’ordine processionale, determinando,
per questo motivo, accesi scontri fra gli stessi. Alcune corporazioni
si sono sciolte, altre si sono aggiunte col mutare dei tempi,
perfino i membri di uno stesso gremio si sono scissi, cambiando
cappella e santo patrono. Per esempio, nel 1803 avvenne la
separazione formale fra massai e zappadori che si costituirono
in gremio nel 1913 e nel 1937 ereditarono il candeliere dei
pastori che, nel frattempo, si erano sciolti.
Vediamo al lato un particolare della base del candeliere dei
Contadini. Si può notare la scritta che ricorda l'antica
provenienza del Gremio che insieme con i Massai formava il
gremio degli Agricoltori precedentemente denominata "Confraria
del Poble" dalla quale si sono separati nel 1803. Nel
mosaico centrale è raffigurato l'agnello, simbolo che richiama ancora
al Santo Patrono San Giovanni Battista, il quale incontrando Gesù sul Giordano si
rivolse ai suoi seguaci dicento: "ecco l'agnello di Dio che togle i peccati dal mondo".